Naturopatia e Scienza
- Jonathan Marturano

- 23 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Quando ho iniziato il mio percorso di Naturopatia Tibetana, nel 2007, non sapevo che avrei studiato un metodo scientifico.
In effetti, come molti, davo per scontato che la Naturopatia e in generale le tecniche olistiche viaggiassero su un binario completamente diverso da quello della scienza, ma quasi subito ho scoperto che invece avevano molto in comune.
A favorire questa mia impressione forse è stata la mentalità che sta dietro alla Naturopatia Tibetana, la mentalità di un popolo semplice e molto pratico, che vive ancora molto a contatto con la natura e secondo cui è vero solo ciò che funziona. Non posso dire di aver conosciuto molti medici tibetani, né di aver visitato per ora i siti di questa cultura millenaria, ma chi me l’ha trasmessa non ha tralasciato di insegnarmi le basi fondamentali di ogni serio metodo di indagine che si rispetti:
neutralità e chiarezza nell’osservazione,
non credere ma verificare,
rimanere aperti mentalmente,
usare la logica,
essere curiosi,
mettersi sempre in discussione.
Credo di non sbagliare se dico che ogni scoperta, piccola o grande che sia, viene fatta partendo da questi fondamenti, che stanno appunto alla base del metodo scientifico.
Sta di fatto che mi considero fortunato ad aver approcciato il mondo olistico proprio attraverso questa disciplina, perché mi ha dato una chiave di lettura adatta alla mia mente moderna e razionale e al mondo in cui vivo, mondo in cui la scienza è un aspetto fondamentale. E' stato come piantare un seme in una terra apparentemente arida, per vedere poi spuntare la conoscenza a poco a poco, una conoscenza che non è solo studiare ma per lo più scoprire e quindi crescere.
Ovviamente il linguaggio di una medicina orientale antica è diverso da quello moderno, alcuni concetti vanno assimilati e compresi con calma, bisogna darsi il tempo e la possibilità di verificare cose che inizialmente ci sembrano strane o addirittura contrarie alle nostre convinzioni, ma alla fine vedo quotidianamente che tutto si integra: antico e moderno dialogano perfettamente tra loro e l’unico impedimento cui dobbiamo fare attenzione sono i nostri preconcetti.




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