Fare pulizia e imparare ad ascoltarsi
- Jonathan Marturano

- 25 lug 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 set 2019
In questo periodo ho notato che l’informazione di massa ci dà spesso “notiziole” sulle ultime scoperte riguardo al nostro benessere e alla nostra felicità, ci dicono ad esempio che mangiare una certa cosa fa vivere più a lungo, oppure che seguendo una certa abitudine siamo più felici, citando fonti più o meno autorevoli e a volte anche studi scientifici…
Sono le classiche notizie da ombrellone, solo un leggero passa tempo estivo, che però mi ha fatto riflettere su un aspetto a mio avviso molto importante, cioè il nostro bisogno di avere sempre una tabella, una regola da seguire per stare bene.
In anni di lavoro su me stesso ho notato che le regole e le tabelle pre-impostate sono utili solo finché non abbiamo sufficiente consapevolezza di noi stessi, ovvero sappiamo ascoltarci in modo obiettivo e ripulito dai nostri vizi.
Una regola, per quanto sia frutto di studi seri e attendibili, può darci solo una traccia di massima, che è valida in generale ma non si adatta perfettamente ad ogni singola persona, momento e condizione. Ad esempio: bere almeno 2 litri di acqua al giorno fa bene, in generale, ma per una persona con problemi renali potrebbe non essere così, oppure in una data stagione e in condizioni di forte ritenzione idrica la quantità potrebbe variare...
Con questo intendo dire che affidarsi alle regole generiche come unica indicazione da seguire, comporta sempre un certo margine di errore.
Ci vuole anche un minimo di consapevolezza di sé.
E per raggiungere questo minimo di consapevolezza, dobbiamo fare un minimo di pulizia dentro di noi, liberandoci dalle tossine del corpo, della mente e delle emozioni.
Queste tossine che producono in noi l'attaccamento e la fissazione nei confronti delle cose che ci piacciono, perché in qualche modo ne siamo "drogati", mentre ci fanno provare repulsione nei confronti di altre cose sempre per lo stesso motivo.
Ma le cose da cui siamo attratti a volte non ci fanno bene, e quelle che respingiamo non è detto che ci facciano male.
Il punto è che, in uno stato di intossicazione fisica, mentale ed emotiva, come quello in cui tutti noi viviamo di solito, non siamo in grado di percepire in modo chiaro cosa ci porta beneficio. Ogni stimolo, cibo, sensazione che ci arriva dall’esterno è filtrato dalle nostre fissazioni e false credenze.
Insomma siamo un bel po’ annebbiati.
In questo stato confusionale servono per forza delle regole esterne a cui affidarsi, qualcuno che da fuori ci dica: “questo ti fa bene, questo ti fa male”.
Ma non è tutto... Dobbiamo anche fare i conti con la confusione dell'informazione moderna: dalla comparsa di internet le fonti sono diventate tantissime, non si capisce più chi scherza e chi fa sul serio, e c'è anche chi mette in circolo false notizie solo per attirare l'attenzione.
Considerate infine quest'ultimo aspetto:
anche la regola più vera, chiara e semplice, quando attraversa la nostra nebbia interiore viene spesso distorta e mal interpretata proprio da noi, e così finisce per aumentare ulteriormente la nostra confusione.
Ecco perché a mio avviso è indispensabile, prima di tutto, cominciare a ripulirsi dalla propria nebbia (tossine fisiche, mentali, emotive).
Una volta che sei pulito dentro e hai imparato come ascoltarti, al di là di ogni mania, fissazione e senso di colpa, allora diventi tu la fonte più attendibile riguardo a ciò che ti fa bene e ciò che ti fa male in un dato momento e situazione.
Inoltre scoprirai che anche tu, come ogni cosa esistente, sei in continuo cambiamento. Quindi ciò che ora ti procura beneficio, in futuro potrebbe non funzionare più, o esserti addirittura dannoso. Si tratta quindi di scegliere, momento per momento.
Fare pulizia e imparare ad ascoltarsi è un percorso che richiede tempo e pazienza.
Come ogni percorso ha le sue regole e le sue insidie.
Dei validissimi aiuti ci arrivano dalla Meditazione, dallo Yoga, dagli insegnamenti della Naturopatia che, per l’appunto, si propone di dare alle persone le giuste conoscenze per gestire il proprio benessere psico-fisico e diventare più consapevoli di sé stessi.
Seguendo questo tipo di percorso si può sbagliare strada e qualche volta procedere può risultare faticoso. Ma usando gli strumenti giusti, nel modo giusto, possiamo davvero diradare almeno un po’ la nostra nebbia e cominciare a vederci più chiaro, a percepire noi stessi in modo più veritiero, a sentire in tempo reale cosa è buono per noi.
Per muovere i primi passi non serve molto, basta iniziare a camminare.




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